Da sapere: la legge finanziaria per il 2020 prevede l'eliminazione di molte imposte. Sono quindi abolite le tasse su: tabacco, sigarette, bevande, prodotti di profumeria e comestici, oli e grassi, caffè, tè, sacchetti di plastica, marmo, lingotti d'oro, pietre preziose, farina di frumento, radiofonia. Maggiori informazioni sono disponibili sul sito web della Direzione generale delle Imposte del Benin.
SPEDIZIONE TEMPORANEA
![]() | ![]() |
Capitale: Porto Novo
Città principali: Cotonou, Parakou, Ouidah
Superficie: 112.622 km²
Popolazione: 13,3 milioni (2023)
Religione: Cristiani 42%, Musulmani 25%, Animisti 17%
Lingua ufficiale: Francese
Moneta: franco CFA
PIL: 7,3 miliardi $
PIL/pro-capite: 736,9 $
Settori economici: agricoltura (cotone), pesca, petrolio
| Export italiano verso il paese: BENIN | 2023 | 2024 | 2025 | 2025 | 2026 |
|---|---|---|---|---|---|
| Totale (mln. €) | 54,13 | 41,94 | |||
| Variazione (%) | -3,4 | -22,4 |
Il Benin è uno Stato costiero di modeste dimensioni situato nell'Africa occidentale, universalmente noto come la culla della religione voodoo. Il Paese occupa una posizione strategica, fungendo da cerniera tra l'Africa sub-sahariana e il Golfo di Guinea.
A fronte di un tasso di crescita demografica molto elevato e di un sottosuolo povero di risorse naturali, il Paese incontra notevoli difficoltà nell'offrire alla popolazione servizi pubblici quantitativamente e qualitativamente sufficienti. L’economia locale si basa principalmente sull’agricoltura — con una forte specializzazione nella coltivazione del cotone — e sulle attività commerciali legate al porto di Cotonou.
Il Paese aderisce a diverse organizzazioni regionali e internazionali, tra cui l'ECOWAS/CEDEAO, l'UEMOA, l'OHADA e la Zona di Libero Scambio Continentale Africana (ZLECA).
Il Benin è membro dell'Organizzazione Mondiale delle Dogane - WTO dal 22 febbraio 1996.
Il Benin fa parte dei paesi ACP (Africa, Caraibi e Pacifico), legati all'Unione Europea dall'Accordo di Cotonou, firmato il 23 giugno 2000 e formalmente entrato in vigore nel 2003. Tale accordo ha gettato le basi per i successivi Accordi di Partenariato Economico (APE), negoziati dall'UE con sette macro-regioni dell'area ACP. In quanto membro del blocco dell'Africa occidentale, il Benin ha siglato il progetto di accordo regionale il 30 giugno 2014. Si tratta del primo partenariato economico che unisce l'UE non solo a 16 paesi della regione, ma anche alle due grandi organizzazioni regionali dell'area, ossia la ECOWAS/CEDEAO e l'UEMOA.
L'accordo prevede un'apertura asimmetrica dei mercati: mentre l'Unione europea ha garantito il libero accesso totale al proprio mercato fin dal primo giorno, l'Africa occidentale si è impegnata a ridurre in modo parziale e graduale le proprie tariffe doganali sulle importazioni europee, nell'arco di un periodo di 20 anni. Inoltre, per i beni agricoli e di consumo già prodotti a livello locale, o per i quali la regione intende sviluppare una capacità produttiva autonoma, l'Africa occidentale mantiene l'applicazione dei propri dazi protettivi.
Lo stato di avanzamento dei negoziati e delle relative ratifiche è consultabile sul portale ufficiale della DG Trade della Commissione Europea.
In attesa della completa entrata in vigore dell'accordo regionale, il Benin beneficia del regime speciale transitorio dell'UE denominato "Tutto tranne le armi" (EBA - Everything But Arms), che consente alle merci beninesi di entrare nel mercato europeo senza dazio zero e contingentamenti tariffari.
L'evoluzione delle relazioni politiche bilaterali è disponibile sul sito del Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE/EEAS).
Il regime delle importazioni in Benin è relativamente aperto e le procedure doganali sono oggetto di un profondo processo di ammodernamento.
Le operazioni di sdoganamento sono interamente digitalizzate tramite la piattaforma SYDONIA WORLD. La rete informatica copre tutti i posti doganali del territorio nazionale e la registrazione delle dichiarazioni avviene esclusivamente per via elettronica. Il controllo delle dichiarazioni doganali è basato su un metodo di gestione dei rischi che prevede tre diversi canali di verifica: verde (ammesso conforme), giallo (controllo documentale) e rosso (controllo documentale e fisico delle merci).
Presso il Porto di Cotonou è stato istituito lo Sportello Unico Portuale (Guichet Unique Portuaire) che prevede l'impiego di procedure completamente dematerializzate, riducendo i tempi e semplificando i passaggi burocratici.
Per i dettagli operativi e le istruzioni, si rimanda alla consultazione del sito ufficiale delle autorità portuali di Cotonou.
Alcune tipologie di merci sono proibite in virtù di convenzioni internazionali o per ragioni legate alla sicurezza nazionale e alla salute pubblica. Fino al 2013 il Paese ha applicato una moratoria sull'importazione e la coltivazione di organismi geneticamente modificati (OGM), configurando una situazione di persistente vuoto normativo in materia. Inoltre, l'importazione di specifici prodotti strategici o di largo consumo è riservata esclusivamente a operatori economici autorizzati, al fine di assicurare un buon approvvigionamento del mercato nazionale e garantire dei livelli di qualità.
Il Benin ha superato la vecchia Tariffa Esterna Comune dell'UEMOA per applicare la Tariffa Esterna Comune della ECOWAS/CEDEAO, entrata ufficialmente in vigore il 1 gennaio 2015.
Visto d’ingresso: necessario, da richiedere presso le Autorità consolari del Benin competenti per l’Italia.
illustrazione formulari EUR1, EUR2,
istruzioni per la compilazione,
formulari EUR1, EUR2,
lista paesi di utilizzo,
elenco Paesi ACP e Territori d'Oltre Mare.



